Alfredo Rapetti, le parole nel senso dell'arte

Alfredo Rapetti nasce a Milano nel 1961.

Già da giovanissimo, attraverso il nonno materno Alfredo De Pedrini – Presidente dell’Associazione Arti Grafiche – conosce e frequenta molti pittori milanese deglii anni 60-70 e inizia a dipingere.

A sedici anni frequenta per due anni la scuola del Fumetto a Milano collaborando con fantine, giornali liceali e universitari. Negli anni seguenti dipinge in modo discontinuo cambiando tecniche e stili.

Nel ’96 è invitato dai maestri Alessandro Algardi e Mario Arlati a condividere il loro studio di via Nota in cui lavora proficuamente per quattro intensi anni.

Nel ’98 inizia a collaborare con il grande fotografo Fabrizio Ferri a una serie di progetti multimediali nello studio di New York.

Dal 1999 espone in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, è oggetto di moltissimi articoli e pubblicazioni tra cui tre libri monografici dedicati alla sua opera.


 
 

 

 

 


 

 
Chiudete gli occhi. Pensate al concetto di galleria d’arte, alla sua trasposizione mentale. Vi troverete di fronte al binomio classico “critici-mercato”, ovvero il proporre, ormai da anni, uomini d’arte più o meno validi, sinceramente datati, che non fanno più da specchio alla cultura contemporanea. Uomini d’arte, non artisti: persone che vivono nell’arte ma che non la fanno, che cercano disperatamente di carpirne i segreti senza riuscirvi, come tendendo ad una preda riservata a pochi eletti. Ora tornate alla realtà, non però a quella classica. Già perché ne è appena nata una nuova, diversa da tutte le altre. Forse parlare di una semplice galleria è sbagliato, riduttivo: ArtTime vuole essere qualcosa di altro, qualcosa di più. Vogliamo essere testimoni di quella inquietudine continua che è motore del nostro divenire. Vogliamo rendere visibili i fenomeni che l’opaca consuetudine, alleata con il “sistema dell’arte”, ha colpevolmente nascosto nelle pagine incollate o stropicciate della storia.