E LA PITTURA CONTINUA…
60 anni di pittura: 1948-2008
di Gastone Biggi
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Milano, 14 gennaio 2008. Il 13
marzo 2008 alle ore 18.00
si inaugura a Milano alla Casa del
Pane - Casello Ovest di Porta Venezia (Corso Venezia 63,
con ingresso da Piazza Oberdan) la mostra “E la pittura continua...60
anni di pittura: 1948-2008” di Gastone Biggi, a cura di Gianluca
Ranzi, che riassume l’avventura artistica di uno dei protagonisti
della storia dell’arte astratta in Italia, attivo fin dagli
anni ’40, che ancora oggi dev’essere pienamente riconsiderato
e apprezzato per la ricchezza e la complessità del suo articolato
percorso.
Il percorso
della mostra inizia dalle ultime tele dipinte da Biggi appositamente
per la Casa del Pane e prosegue attraverso
alcuni dei quadri piu importanti appartenenti ai suoi cicli precedenti
e più famosi, dalle “Costellazioni” (1992), alle
“Luci” (1989) ai “Cieli” (1976), alle “Tangenziali”
(1975), alle “Variabili” (1970), ai “Continui
segnici” (1960) fino ai “Continui puntiformi”
(1960).
Ripercorrendo
il percorso di Biggi dalla fine degli anni Cinquanta ad oggi appare
come la sua pittura segua un filo rosso di continuità rigoroso,
una ricerca appassionata e sincera che si svolge da sempre sotto
il segno fondamentale dell’accordo forma-colore, delle textures
tonali e segniche sempre reinventate e variate, dello spazio pittorico
concepito come un campo totale e ubiquo, delle stratificazioni di
grafie, delle libere fioriture del colore sopra un complesso sistema
di partizioni ritmiche.
Le opere esposte ribadiscono l’importanza che assume la musica
per Biggi: variazione di ritmi, contrappunti timbrici, rielaborazioni
dei temi principali, sfumature tonali sono termini del linguaggio
musicale che possono essere pienamente adottati per le sinfonie
di forma-colore presenti nell’opera dell’artista.
La mostra alla Casa del Pane di Milano ripercorre, attraverso una
esaustiva raccolta di cinquanta opere esemplari, la ricerca di Gastone
Biggi dalle origini fino al 2008, e permette di affermare che la
storia dell’astrazione in Italia non può oggi prescindere
dalla ricerca attenta, profonda e vivacissima di un artista che,
nato nel 1925, riesce ancora oggi a stupire con la sua costante
capacità di invenzione e di rimettere in discussione la propria
ricca, complessa, sorprendente vicenda artistica.
Gastone Biggi è un caso esemplare della complessità
delle vicende della storia dell’arte italiana dal dopoguerra
a oggi; dai primi esiti pittorici tipici del realismo figurativo
alla fine degli anni Quaranta, sviluppati nell’ambito della
Scuola del Portonaccio con Muccini e Vespignani, Gastone Biggi fa
parte del Gruppo 56 e dalla fine degli anni ’50 la sua pittura
abbraccia i modi dell’Informale europeo, in particolare con
i cicli delle Cancellate e delle Sabbie. La sua inesauribile
voglia di sperimentazione lo porta, dopo un serrato confronto agli
inizi degli anni Sessanta con Piero Dorazio, Achille Perilli, Toti
Scialoja e Giulio Turcato, a muoversi dal soggettivismo informale
e a fondare nel 1962 il Gruppo 1, con Uncini, Carrino, Santoro,
Frascà e Pace.
Il Gruppo, che viene notato da Giulio Carlo Argan, Palma Bucarelli,
Nello Ponente e Corrado Maltese, svolge una ricerca pittorica legata
alle teorie della percezione e alla psicologia della forma, ipotizzando
una diversa funzione dell’artista in seno alla società
e uscendo dalla matrice sostanzialmente irrazionale, gestuale, segnica
tipica dell’Informale.
Da quel momento la pittura di Gastone Biggi, si pone come una forte
alternativa alle dilaganti influenze che la Pop Art esercita sulle
nuove generazioni e facendo propria la lezione di Paul Klee nella
direzione di una sempre maggiore sintesi formale, di una corrispondenza
ritmica della composizione che richiama le assonanze musicali e
di un recupero delle potenzialità evocative del colore, prosegue
negli anni con singolare coerenza, come ampiamente notato dagli
interventi critici di Luciano Caramel, Paolo Fossati e Elena Pontiggia,
Arturo Carlo Quintavalle.
In posizione strategica e privilegiata nel cuore della metropoli
lombarda, la Casa del Pane – Casello Ovest (ex Casello Daziario)
di Porta Venezia (www.casadelpane.net), dopo il recente restauro
ad opera dell’Associazione dei Panificatori di Milano e Provincia,
ripropone alla città l’antica funzione di “apertura”,
che ebbe storicamente Porta Venezia (in origine “Porta Orientale”),
alle dimensioni dell’arte, del pensiero e dell’impresa.
Si ricordano le mostre Marco Cornini - Sculture, Australian Colours
e Curve Pericolose (curata da Maurizio Sciaccaluga).
E la pittura continua…60 anni di pittura:
1948-2008
di Gastone Biggi
a cura di Gianluca Ranzi
Inaugurazione mostra: 13 marzo 2008
Apertura: dal 14 marzo al 13 aprile 2008. Orario continuato dalle
11.00 alle 19.00.
Chiusura il lunedì.
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Ingresso:
Libero
Produzione e Organizzazione: ARTTIME Brescia – www.arttime.org
Catalogo: Christian Maretti Editore con testi di Gianluca Ranzi,
Gastone Biggi e un'intervista all'artista a cura di Arturo Carlo
Quintavalle.