Milano, Casa del Pane - Casello Ovest di Porta Venezia
8- 25 maggio –2008

Scolpire la vita
di FRANCA PISANI

LA MOSTRA

La particolarità dello spazio della Casa del Pane a Milano, disposto su più piani e dallo sviluppo modulare continuo dalle sale più piccole fino alla grande sala quadrata del piano terra, alla lunga galleria del primo piano e allo spazio centrale del lucernaio al secondo piano, suggerisce un allestimento che evidenzi lo sviluppo dell’opera di Franca Pisani nel suo dinamico percorso, favorendo il confronto dialettico tra le opere di periodi differenti e di diversi generi, lasciando interagire insieme pittura, scultura e architettura, secondo quella indistinzione di fondo tra i generi che è uno dei capisaldi del lavoro dell’artista.

L’opera di Franca Pisani si colloca sul crinale fra pittura e scultura e si rifà all’idea rinascimentale della continuità tra le arti che trova nell’ideale umano e nello spazio da lui plasmato il proprio centro di riferimento. L’artista stessa riassume infatti in sè e nella processualità del proprio lavoro tanto il ruolo del maestro di bottega, direttamente esperto nella realizzazione dei materiali artistici, quanto quello dell’artista teorico, impegnato nella fase progettuale e nella speculazione estetica che sostiene la pratica dell’arte. Le opere di Franca Pisani non accettano la limitazione bidimensionale, ma si aprono sia all’ambiente che le circonda che al pubblico, ricapitolando il primo nelle partizioni tridimensionali che la materia pittorica crea - sarebbe il caso di dire ‘costruisce’ - sulla superficie della tela e catturando il secondo nel vortice di energia messo in moto dai pigmenti puri che l’artista adopera nelle sue opere.
Ribadendo un’antica tradizione che ha nell’arte egizia e nella plastica greca i suoi piu fulgidi esempi, la scultura-pittura di Franca Pisani non rinnega il colore, ma anzi se ne serve per interagire con lo spazio e per creare un ponte di affinità elettive tra lo spazio interno-esterno dell’opera e quello psicologico del fruitore.

La mostra alla Casa del Pane presenterà quindi le opere dell’artista in tensione con lo spazio architettonico dell’edificio, secondo un allestimento direttamente progettato da Franca Pisani in cui l’ambiente non sara semplicemente lo sfondo delle opere, ma diverrà protagonista della mostra nel fluire ininterrotto tra scultura, pittura e architettura.


L’ARTISTA

Franca Pisani è nata a Grosseto in Maremma nel 1956.
Studia a Firenze dove si iscrive al Liceo Artistico Sperimentale. Frequenta poi la facoltà di Architettura, per ampliare le sue cognizioni, ma dopo il biennio lascia la facoltà per passare a quella di Lettere con indirizzo in Storia dell'Arte a Bologna (DAMS: Distretto per le Arti, Musica e Spettacolo).
Comincia a lavorare e disegna tessuti per l'industria tessile di Prato. Poi in teatro si occupa dell'organizzazione operativa della costumista Giovanna De Palma nel Maggio Musicale Fiorentino al Teatro Comunale di Firenze. Nel 1983 diventa Fashion Consultant della "Anuk Moda".
L'artista è presente, inoltre, al Beaubourg di Parigi sezione donne, con una rivista di timbri d'artista chiamata "Operozio" alla quale partecipano Ben Vautier, Giulio Paolini e numerosi altri.
Nel 1997 Franca Pisani espone ad Arezzo nella Galleria Ivan Bruschi. Nel 1998 alla Galleria Costanza Landi con la personale intitolata "Dualità". Nel 1999 a New York nell’Open Space 54th Street. Nel 2000-2001 tiene una personale nello spazio “Kitchen”, a Bagno a Ripoli a Firenze.
Nel 2002 Franca Pisani esegue una installazione permanente per una villa costruita in quell'anno a Long Island. Nel 2003 a Nizza, la Galleria di Alain Couturier, presenta "Monocrome Baroque" nella antica chiesa di S. Francois des Paule.
Nel 2004 tiene una personale alla Maretti Arte a Montecarlo, dal titolo "From Florence ...to".
Sempre nel 2004 l'archietto Lorenzo Romualdi di Firenze sceglie di ristrutturare gli ambienti dell'Ordine Nazionale degli Psicologi a Roma con le sue opere.
Nel febbraio 2005 Mostra personale alla Galleria Art Time di Brescia in Corso Palestro 48/a, a dicembre dello stesso anno mostra a Nimesin Palais des Exposition Francia.
Esordio italiano con la scultura alla fiera dell’arte di Genova, febbraio 2006.
Ultima Mostra dell’artista a Firenze nel giugno 2006 dal titolo “Ritualità”, con il patrocinio della Regione Toscana, della provincia di Firenze e del comune di Reggello.
Nel Maggio 2007 Mostra Personale all fonazione Valerio Riva – Venezia
Giugno 2007 Mostra Personale – La voglia assoluta di Esistere – Art Time Brescia

Mostre in preparazione:

20 giugno 2008 – Mostra personale Palazzo Cerretani col patrocinio della Regione Toscana Sala Oriana Fallaci - Piazza dell’Unità d’Italia - Firenze

10 luglio 2008 - Museo Del Mare - Genova

9 ottobre 2008 - Museo Marino Marini - Via della Scala - Firenze

Mostra a cura di Gianluca Ranzi
Inaugurazione mostra: maggio 2008
Apertura: maggio al giugno 2008. Orario continuato dalle 11.00 alle 19.00
Chiusura: lunedì.
Ingresso: libero
Produzione e Organizzazione: ARTTIME Brescia – www.arttime.org
Catalogo: Christian Maretti Editore con testi di Gianluca Ranzi.


Milano, Casa del Pane - Casello Ovest di Porta Venezia
14 marzo – 13 aprile 2008


E LA PITTURA CONTINUA…
60 anni di pittura: 1948-2008
di Gastone Biggi


Milano, 14 gennaio 2008. Il 13 marzo 2008 alle ore 18.00 si inaugura a Milano alla Casa del Pane - Casello Ovest di Porta Venezia (Corso Venezia 63, con ingresso da Piazza Oberdan) la mostra “E la pittura continua...60 anni di pittura: 1948-2008” di Gastone Biggi, a cura di Gianluca Ranzi, che riassume l’avventura artistica di uno dei protagonisti della storia dell’arte astratta in Italia, attivo fin dagli anni ’40, che ancora oggi dev’essere pienamente riconsiderato e apprezzato per la ricchezza e la complessità del suo articolato percorso.

Il percorso della mostra inizia dalle ultime tele dipinte da Biggi appositamente per la Casa del Pane e prosegue attraverso alcuni dei quadri piu importanti appartenenti ai suoi cicli precedenti e più famosi, dalle “Costellazioni” (1992), alle “Luci” (1989) ai “Cieli” (1976), alle “Tangenziali” (1975), alle “Variabili” (1970), ai “Continui segnici” (1960) fino ai “Continui puntiformi” (1960).

Ripercorrendo il percorso di Biggi dalla fine degli anni Cinquanta ad oggi appare come la sua pittura segua un filo rosso di continuità rigoroso, una ricerca appassionata e sincera che si svolge da sempre sotto il segno fondamentale dell’accordo forma-colore, delle textures tonali e segniche sempre reinventate e variate, dello spazio pittorico concepito come un campo totale e ubiquo, delle stratificazioni di grafie, delle libere fioriture del colore sopra un complesso sistema di partizioni ritmiche.
Le opere esposte ribadiscono l’importanza che assume la musica per Biggi: variazione di ritmi, contrappunti timbrici, rielaborazioni dei temi principali, sfumature tonali sono termini del linguaggio musicale che possono essere pienamente adottati per le sinfonie di forma-colore presenti nell’opera dell’artista.
La mostra alla Casa del Pane di Milano ripercorre, attraverso una esaustiva raccolta di cinquanta opere esemplari, la ricerca di Gastone Biggi dalle origini fino al 2008, e permette di affermare che la storia dell’astrazione in Italia non può oggi prescindere dalla ricerca attenta, profonda e vivacissima di un artista che, nato nel 1925, riesce ancora oggi a stupire con la sua costante capacità di invenzione e di rimettere in discussione la propria ricca, complessa, sorprendente vicenda artistica.
Gastone Biggi è un caso esemplare della complessità delle vicende della storia dell’arte italiana dal dopoguerra a oggi; dai primi esiti pittorici tipici del realismo figurativo alla fine degli anni Quaranta, sviluppati nell’ambito della Scuola del Portonaccio con Muccini e Vespignani, Gastone Biggi fa parte del Gruppo 56 e dalla fine degli anni ’50 la sua pittura abbraccia i modi dell’Informale europeo, in particolare con i cicli delle Cancellate e delle Sabbie. La sua inesauribile voglia di sperimentazione lo porta, dopo un serrato confronto agli inizi degli anni Sessanta con Piero Dorazio, Achille Perilli, Toti Scialoja e Giulio Turcato, a muoversi dal soggettivismo informale e a fondare nel 1962 il Gruppo 1, con Uncini, Carrino, Santoro, Frascà e Pace.
Il Gruppo, che viene notato da Giulio Carlo Argan, Palma Bucarelli, Nello Ponente e Corrado Maltese, svolge una ricerca pittorica legata alle teorie della percezione e alla psicologia della forma, ipotizzando una diversa funzione dell’artista in seno alla società e uscendo dalla matrice sostanzialmente irrazionale, gestuale, segnica tipica dell’Informale.
Da quel momento la pittura di Gastone Biggi, si pone come una forte alternativa alle dilaganti influenze che la Pop Art esercita sulle nuove generazioni e facendo propria la lezione di Paul Klee nella direzione di una sempre maggiore sintesi formale, di una corrispondenza ritmica della composizione che richiama le assonanze musicali e di un recupero delle potenzialità evocative del colore, prosegue negli anni con singolare coerenza, come ampiamente notato dagli interventi critici di Luciano Caramel, Paolo Fossati e Elena Pontiggia, Arturo Carlo Quintavalle.
In posizione strategica e privilegiata nel cuore della metropoli lombarda, la Casa del Pane – Casello Ovest (ex Casello Daziario) di Porta Venezia (www.casadelpane.net), dopo il recente restauro ad opera dell’Associazione dei Panificatori di Milano e Provincia, ripropone alla città l’antica funzione di “apertura”, che ebbe storicamente Porta Venezia (in origine “Porta Orientale”), alle dimensioni dell’arte, del pensiero e dell’impresa. Si ricordano le mostre Marco Cornini - Sculture, Australian Colours e Curve Pericolose (curata da Maurizio Sciaccaluga).


E la pittura continua…60 anni di pittura: 1948-2008
di Gastone Biggi
a cura di Gianluca Ranzi
Inaugurazione mostra: 13 marzo 2008
Apertura: dal 14 marzo al 13 aprile 2008. Orario continuato dalle 11.00 alle 19.00.
Chiusura il lunedì.

Ingresso: Libero
Produzione e Organizzazione: ARTTIME Brescia – www.arttime.org

Catalogo: Christian Maretti Editore con testi di Gianluca Ranzi, Gastone Biggi e un'intervista all'artista a cura di Arturo Carlo Quintavalle.


Casa del Pane - Casello Ovest di Porta Venezia
Corso Venezia, 63 (con ingresso da Piazza Oberdan)
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MOSTRA BIENNALE DI VENEZIA

Renato Mambor e Alfredo Rapetti invitati alla 52° edizione della Biennale di Venezia "Pensa con i sensi e senti con la mente", Padiglione Arabo Siriano, San Francesco della Vigna, Castello 2786. Fino al 21 novembre.

Leggi il catalogo


Alfredo Rapetti e Franca Pisani

Alfredo Rapetti e Franca Pisani invitati alla mostra di scultura nelle vie di Sirmione (Brescia)" Pietra e Co " incontro con la scultura... e non solo.

Fino al 10 settembre


IN MOSTRA: Franca Pisani

Fissata per Sabato 19 Maggio la personale di Franca Pisani, che si terrà presso la Galleria Arttime. Presenterà l'evento il prof. Maurizio Sciaccaluga.


IN MOSTRA: Concetto-Pozzati

Parte Sabato 31 Marzo alle ore 18.00 la mostra Concetto-Pozzati, dal titolo "Ma io sono di... pelle?".

L'evento sarà ospitato da Galleria ArtTime


IN MOSTRA: Franca Pisani

Fissata per Domenica 6 Maggio l'inaugurazione della personale di Franca Pisani, che si terrà presso la Fondazione Valerio Riva, San Francesco Della Vigna, Castello 27/86 Venezia. Presenterà l'evento il prof. Maurizio Sciaccaluga.


IN MOSTRA: Gastone Biggi

Da sabato 17 Febbraio, 20 Opere di Gastone Biggi, provenienti dalla Fondazione Valerio Riva di Venezia, in mostra presso la Galleria Arttime. Inoltre, avrà luogo la presentazione del libro New York - New York 1990-2006.


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Chiudete gli occhi. Pensate al concetto di galleria d’arte, alla sua trasposizione mentale. Vi troverete di fronte al binomio classico “critici-mercato”, ovvero il proporre, ormai da anni, uomini d’arte più o meno validi, sinceramente datati, che non fanno più da specchio alla cultura contemporanea. Uomini d’arte, non artisti: persone che vivono nell’arte ma che non la fanno, che cercano disperatamente di carpirne i segreti senza riuscirvi, come tendendo ad una preda riservata a pochi eletti. Ora tornate alla realtà, non però a quella classica. Già perché ne è appena nata una nuova, diversa da tutte le altre. Forse parlare di una semplice galleria è sbagliato, riduttivo: ArtTime vuole essere qualcosa di altro, qualcosa di più. Vogliamo essere testimoni di quella inquietudine continua che è motore del nostro divenire. Vogliamo rendere visibili i fenomeni che l’opaca consuetudine, alleata con il “sistema dell’arte”, ha colpevolmente nascosto nelle pagine incollate o stropicciate della storia.